
Un progetto ambizioso e innovativo sta dimostrando che è possibile combinare tradizione e sostenibilità nel settore tessile. Si tratta di “Cardato Riciclato Pratese” che mira a certificare l’origine locale dei prodotti tessili riciclati, promuovendo un modello di economia circolare rispettoso dell’ambiente e sostenibile nelle pratiche produttive. Il progetto ha il supporto di ICEA che sta lavorando a stretto contatto con il referente tecnico, Primo Brachi, e che validerà il disciplinare per la certificazione del marchio.
La rivista NotizieNostre ha dedicato un approfondimento nel numero di giugno, firmato da Marco Dominici, a questa realtà che ha già conquistato l’adesione di oltre 100 aziende locali e coinvolge anche l’amministrazione comunale di Prato.
Il progetto si basa su un disciplinare tecnico articolato su tre elementi fondamentali: tracciabilità, riciclabilità e sostenibilità. Grazie a moderne tecnologie analitiche sarà possibile tracciare i lotti che compongono ciascun prodotto. Il consumatore finale, mediante la scansione di un QR Code, potrà conoscere l’intera filiera produttiva, dalla materia prima alla confezione finale.
Tutti i dati, incluse le analisi tecniche, fisiche e chimico-fisiche necessarie alla conformità con i Regolamenti Ue e alle altre norme, saranno assicurati dalla collaborazione con il laboratorio di analisi Brachi Testing Service.
Come riportato nel Dossier di NotizieNostre, esistono già una serie di certificazioni dall’eco internazionale, come ad esempio il Global Recycled Standard (GRS) promosso da Textile Exchange, finalizzato a tutti i prodotti tessili ottenuti tramite il riciclo di un materiale fibroso nella quantità prestabilita e a quelli estrusi da riciclo di PET o filati su sistema cotoniero. Per il cardato, il capitolato tecnico vincola la preparazione delle miste su carde laniere (a “cilindri”) e la filatura su filatoio ring o self-acting.
Per quanto concerne la preparazione delle fibre esistono altri cicli di lavoro, primo fra tutti quello su carde cotoniere (a “cappelli”) e la seguente filatura su “sistemi non convenzionali”, tra cui filatoi “open-end” o comunque a inserimento della torsione mediante un vortice d’aria creato da una turbina. Sistemi di preparazione e filatura che consentono di ottenere prodotti ascrivibili al GRS e rispetto al filato cardato laniero danno un notevole abbattimento del costo.
Ma il progetto mira a valorizzare le peculiarità naturali tipiche dei prodotti di lana, come volume e leggerezza. Inoltre, il cardato riciclato di lana è per natura già colorato. Quindi, oltre a un sistema di circolarità della fibra, che, nata come merce tessile, viene riciclata e riutilizzata senza l’ausilio di coloranti, con un ridottissimo consumo di acqua e senza impatto sul consumo di suolo.
L’appartenenza a “Cardato Riciclato Pratese” è vincolata all’avere una quota minima del 70% di materiali provenienti da riciclo o riuso e la loro successiva trasformazione mediante ciclo di filatura cardato laniero. Le imprese che vogliono aderire alla certificazione possono farlo attraverso il portale web, inviando i propri dati e iniziando il percorso di certificazione. Il marchio certificherà i vantaggi del prodotto su durabilità, sostenibilità, riciclabilità.
Per ulteriori dettagli, l’articolo completo è disponibile sulla pagina Facebook “Cardato Riciclato Pratese”.
Fonte: NotizieNostre – Cardato Riciclato Pratese
