L’importanza delle leguminose nella rotazione colturale: uno studio dimostra i benefici

L’importanza delle leguminose nella rotazione colturale: uno studio dimostra i benefici

Le pratiche tipiche dell’agricoltura biologica, in particolare le rotazioni colturali che includono leguminose, contribuiscono a migliorare la fertilità del suolo e a ridurre il rischio di contaminazione da micotossine. Lo conferma un’ampia metanalisi pubblicata sulla rivista Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety.
Attraverso una comparazione sistematica dei dati di contaminazione da micotossine nei cereali e derivati provenienti da agricoltura biologica e convenzionale, raccolti tra il 1992 e il 2020, lo studio sfata il mito secondo cui le coltivazioni biologiche sarebbero più esposte a muffe e funghi.

L’art.4 del DM n. 229771/2022, in attuazione del regolamento (UE) 2018/848 sulle sequenze colturali in agricoltura biologica, puntualizza che il mantenimento e il potenziamento della fertilità del suolo e la tutela della salute delle piante sono ottenute attraverso la rotazione: “colture seminative, orticole non specializzate e specializzate in pieno campo possono tornare sullo stesso appezzamento dopo almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa, coltura da sovescio o maggese”.

Le valutazioni di conformità delle sequenze colturali devono considerare l’intero avvicendamento. Sono ammissibili anche sequenze che prevedono la presenza di una coltura erbacea poliennale, come l’erba medica.

Questo presupposto, alla base delle buone pratiche dell’agricoltura biologica, porta numerosi vantaggi, tra cui un minor rischio di contaminazione da micotossine.

Le leguminose contribuiscono al controllo delle micotossine nei cereali attraverso diversi meccanismi principali:

  • Miglioramento della salute del suolo: arricchiscono il terreno di azoto in forma organica tramite fissazione biologica, favorendo un migliore equilibrio nutrizionale (N:P) e una maggiore vitalità del microbioma del suolo, capace di ostacolare lo sviluppo dei funghi produttori di micotossine.
  • Interruzione del ciclo dei patogeni: inserire leguminose in rotazione con i cereali interrompe il ciclo vitale di funghi patogeni come Fusarium spp., riducendo la pressione di infezione nell’anno successivo. Alcune leguminose non ospitano questi patogeni, offrendo una pausa biologica efficace.
  • Migliore struttura del suolo e gestione dell’umidità: l’apparato radicale delle leguminose migliora la struttura e la porosità del suolo, favorendo il drenaggio e riducendo l’umidità superficiale, condizione favorevole alla crescita fungina.
  • Riduzione dell’uso di fertilizzanti azotati sintetici: l’effetto fertilizzante naturale delle leguminose consente di limitare gli input azotati di sintesi, che sono stati associati a una maggiore suscettibilità del grano alle infezioni da Fusarium e ad alti livelli di DON.

Tra le leguminose più efficaci rientrano erba medica, pisello proteico, trifoglio rosso, veccia, fava.

Fonte: Ruminantia – Sinab