Certifica prodotti agricoli, prodotti agroalimentari trasformati, mangimi e pet food, prodotti dell’acquacoltura, alghe e microalghe (spirulina), lieviti. Garantisce la conformità delle produzioni ottenute con metodo biologico in tutte le fasi della filiera di produzione, dal campo alla tavola, in conformità alle norme dell’Unione Europea (Reg. CE 834/07 e CE 889/08)

INFORMAZIONI

A partire dal 2007 l’UE ha reso obbligatorio l’uso del marchio comune del biologico (la bandierina verde con la fogliolina di stelle europee) per tutti i prodotti confezionati, prodotti nel territorio della Comunità, che contengono almeno il 95% di ingredienti bio. Vicino al marchio europeo deve essere indicato il codice dell’organismo di controllo e l’effettiva origine (UE/non UE) degli ingredienti che lo costituiscono. Per origine si intende il luogo di produzione agricola, informazione che rende il biologico all’avanguardia e in controtendenza rispetto alle politiche europee in tema di informazione al consumatore. Quando si legge ITALIA (o Spagna, Francia, ecc.) significa che il 100% degli ingredienti sono stati coltivati sul territorio nazionale.

La normativa EU prevede l’obbligo di assoggettamento al sistema di controllo di tutti gli attori della filiera, a partire dalla produzione agricola fino alla commercializzazione. Sugli Organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per la certificazione degli operatori del biologico in Italia vigilano le Regioni e le altre autorità pubbliche preposte alla vigilanza (Repressione Frodi, NAS, ecc.). L’obbligo di assoggettamento al regime di controllo, inizialmente previsto solo per i produttori agricoli, zootecnici e preparazioni alimentari, è stato esteso prima alla vendita al dettaglio di prodotti sfusi e preincartati (es. reparto ortofrutta, gastronomia, pane e prodotti da forno, ecc.) e poi all’attività di magazzinaggio e distribuzione all’ingrosso.

Sono esentati dall’assoggettamento al sistema di controllo solo gli operatori che vendono direttamente prodotti biologici al consumatore o utilizzatore finale in imballaggio preconfezionato e che non producano, non preparino, non immagazzinino tali prodotti, se non in connessione al punto vendita, non importino gli stessi da un Paese Terzo o non abbiano affidato tali attività a terzi. 

Per utilizzatore finale si intende, ad esempio, l’agricoltore che acquista le sementi presso i consorzi agrari e altre rivendite specializzate oppure i ristoratori, non ancora soggetti agli obblighi di controllo imposti dal Reg. CE 834/07.

Il DM 6793/2018 specifica che per “vendita diretta” si intende la vendita in cui c’è la contemporanea presenza dell’operatore o del suo personale addetto alla vendita e del consumatore finale. Di conseguenza l’esenzione dall’assoggettamento non si applica alle piattaforme on-line che vendono prodotti biologici.

AREE DI INTERESSE SPECIFICHE

Icon Acquacoltura e alghe

ACQUACOLTURA E ALGHE

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Logo Mangimi e petfood

MANGIMI E PET FOOD

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Logo Preparazione alimentare

PREPARAZIONE ALIMENTARE

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Logo Produzione vegetale

PRODUZIONE VEGETALE

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Logo Zootecnia e apicoltura

ZOOTECNIA E APICOLTURA

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IMPORT

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EQUIVALENZA UE

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ITER DI CERTIFICAZIONE

1


Richiesta servizio di controllo e certificazione.
L’azienda notifica le attività di produzione con metodo biologico all’autorità competente mediante il Sistema informativo Biologici (SIB) o analoghi sistemi regionali. L’operatore dichiara la tipologia attività e le unità produttive e filiere di attività sottoposte al controllo. Le aziende agricole dichiarano tutti i terreni condotti con metodo biologico e conversione o convenzionale.
2


Valutazione preliminare.
L’operatore presenta un piano di gestione al fine di descrivere tutte le misure che intende adottare per il rispetto dei requisiti del biologico riferiti all’attività condotta. Le aziende agricole che presentano colture condotte con metodo convenzionale o confini a rischio definiscono le misure precauzionali atte a prevenire contaminazioni causate dai trattamenti effettuati sulle colture convenzionali. In caso di coltura parallela presenta un piano di conversione totale massimo quinquennale. In caso di produzioni zootecniche l’operatore presenta il piano di gestione dell’allevamento e il piano di gestione delle deiezioni zootecniche.
 L’operatore sulla base delle attività condotte presenta: il Piano delle produzioni vegetali (PAPV), delle Preparazioni (PAP) e delle Produzioni Zootecniche/apistiche (PAPZ) che dovrà essere aggiornato annualmente secondo le modalità e scadenze previste dalle disposizioni applicative e sistemi informativi nazionali e regionali. Gli operatori che effettuano attività di preparazione forniscono l’elenco dei fornitori delle materie prime biologiche e le ricette di preparazione di tutti i prodotti biologici per i quali è richiesta la certificazione.
3


Verifica ispettiva in situ.
ICEA invia un Tecnico Controllore presso tutti gli operatori della filiera di produzione, al fine di accertare la corretta applicazione e l’efficacia delle misure dichiarate del piano di gestione e altri documenti correlati. Viene valutata, inoltre, l’idoneità delle strutture e la corretta gestione dei processi di produzione aziendale in relazione ai requisiti richiesti dalla normativa europea per i diversi settori di attività.
4


Emissione del Certificato di Conformità.
sulla base delle informazioni e dei dati raccolti nell’ambito del processo di valutazione e verifica. Il Certificato di conformità riporta l’elenco dei prodotti certificati e la loro classificazione in base al metodo di produzione “biologico” o “in conversione”.
5


Sorveglianza: ispezioni e analisi periodiche.
ICEA stabilisce una sorveglianza annuale tramite periodiche ispezioni e analisi pianificate sulla base di una attenta analisi dei rischivolte a confermare il mantenimento delle condizioni di conformità e la puntuale e corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie richieste ai fini del controllo.

DOCUMENTI E ALLEGATI