I giornalisti dell’Emilia-Romagna a lezione da ICEA

 

“Agroalimentare: etica e deontologia nella certificazione del biologico” è il titolo del corso di formazione proposto dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna il 17 marzo scorso a Bologna, in collaborazione con ICEA. Circa 50 giornalisti hanno seguito gli interventi di Lisa Bellocchi (giornalista, vicepresidente ENAJ – European Network of Agricultural Journalists), Giuliano D’Antonio (responsabile sede Campania ICEA) e Luciano Valle (filosofo, docente di Etica, Università di Pavia) e hanno così maturato 4 crediti validi per la Formazione Professionale Continua.

La collaborazione di ICEA con l’Ordine dei Giornalisti nasce dalla consapevolezza che la crescita del mercato del biologico rende necessario fornire ai media strumenti utili per orientarsi nel mondo delle scelte etiche che interessano la produzione, distribuzione, acquisto e consumo di prodotti biologici, con particolare attenzione ai processi di certificazione.
Giornalisti e certificatori del biologico hanno un obiettivo comune, da cui derivano grandi responsabilità per entrambi: la ricerca di ciò che è vero. Anche il modus operandi, guidato dall’imparzialità, deve essere il medesimo. Competenza, verità, obiettività sono i pilastri su cui sia basano queste due professioni, solo apparentemente distanti tra loro.

Lo scenario del mondo biologico è senza dubbio “appetitoso” per la stampa. Le imprese in possesso di una certificazione bio a dicembre 2017 erano 59.461: mentre nell’agricoltura tradizionale ogni anno numerose imprese chiudono, cedendo il passo a realtà più grandi e strutturate, il settore del biologico sta andando in controtendenza, a dimostrazione che anche aziende di dimensioni più piccole, grazie all’applicazione dei principi dell’agricoltura biodinamica, possono stare con successo sul mercato. I numeri raccontano di un settore che si è fortemente trasformato e irrobustito negli ultimi anni, passando da tendenza rivolta a mercati di nicchia a vero e proprio stile di vita per milioni di consumatori.

Il sistema biologico italiano è tra i più rigorosi a livello mondiale in termini di controlli e rispetto delle regole definite dalle normative di settore. Il mondo dell’informazione, però, in occasione di alcuni e rari episodi di truffe, spesso si approccia in maniera superficiale a questi temi, creando confusione nell’opinione pubblica, mancanza di fiducia nel sistema di controllo e danneggiando l’immagine e l’operato delle quasi 60.000 aziende del settore.
Questo corso ha voluto essere un primo tassello per fornire strumenti utili ai giornalisti e ribadire l’importanza di un impegno comune: è necessario affermare e rafforzare il modello di produzione biologico come paradigma di un’agricoltura sostenibile, sicura e di qualità, che offre al Paese opportunità di occupazione e sviluppo economico.