Il 20 novembre 2017 gli Stati membri rappresentati nel Comitato speciale Agricoltura europeo (CSA) hanno approvato l’accordo sulla revisione dell’attuale normativa in materia di produzione biologica ed etichettatura dei prodotti biologici.
La nuova normativa UE fissa norme più moderne e uniformi per tutta l’Unione al fine di incoraggiare lo sviluppo sostenibile della produzione biologica nell’UE.  Queste mirano inoltre a garantire condizioni di concorrenza eque per agricoltori e operatori, a prevenire le frodi e le pratiche sleali e a migliorare la fiducia dei consumatori nei prodotti biologici.
I prossimi passi prevedono una comunicazione del CSA al presidente della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo.
La lettera indica che, se il Parlamento adotterà in plenaria il testo di compromesso approvato dal CSA, il Consiglio adotterà lo stesso testo in prima lettura senza modifiche.

Il nuovo regolamento sulla produzione biologica entrerà in vigore il 1º gennaio 2021.
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Qui di seguito una sintesi delle principali novità rispetto al precedente regolamento, in vigore da oltre 20 anni (Fonte: Unione Europea). Il testo completo sarà disponibile tra qualche settimana al termine dell’iter parlamentare europeo.

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Il settore biologico è uno dei settori più dinamici dell’agricoltura dell’UE ed era quindi necessario adeguare la normativa per un mercato che nell’UE vale intorno ai 27 miliardi di euro, circa il 125% in più di dieci anni fa. La superficie utilizzata per l’agricoltura biologica cresce al ritmo di circa 400 000 ettari all’anno.
Il nuovo regolamento intende assicurare equità tra gli agricoltori biologici dell’UE e con il logo biologico dell’UE offre ai consumatori la stessa garanzia di qualità in tutta Europa. Le vecchie norme prevedevano un sistema di eccezioni ad hoc, talvolta a livello di singolo produttore. Pur tenendo conto dell’esigenza di flessibilità cui le deroghe rispondevano in passato (continueranno a essere permesse eccezioni debitamente motivate, quali ad esempio la sostituzione temporanea di un ingrediente biologico con uno non biologico in caso di scorte limitate), la nuova normativa prevede adesso limiti temporali, valutati periodicamente e, se necessario, applicati a tutti i produttori, garantendo così un trattamento equo per tutti. Le stesse norme saranno applicate a tutti i produttori e a tutti i prodotti biologici. La normativa unica si applicherà anche agli agricoltori di paesi terzi che esportano i propri prodotti biologici nel mercato dell’UE, sostituendo gli oltre sessanta diversi standard considerati equivalenti che si applicano agli alimenti biologici d’importazione. La situazione attuale prevede che, se non è stata conclusa un’intesa in materia di equivalenza con l’UE, nello stesso paese si possano applicare standard diversi per il semplice motivo che gli organismi di certificazione fissano i propri standard. Il principio di equivalenza sarà soppiantato dal principio di conformità alla normativa unica dell’UE.
Ciò comporterà importanti miglioramenti sul fronte del commercio, il principale dei quali è che gli operatori dell’UE e dei paesi terzi godranno adesso di condizioni di parità. Il campo di applicazione della normativa è stato esteso fino a comprendere una serie di nuovi prodotti,  come ad esempio il sale, il sughero e gli oli essenziali. In futuro sarà inoltre possibile aggiungere nuovi prodotti, per rispondere agli sviluppi del settore e alle domande dei consumatori, offrendo così nuove opportunità ai produttori. Il nuovo regolamento introduce semplificazioni per gli agricoltori. Ad esempio i piccoli agricoltori potranno adesso scegliere la certificazione di gruppo, che ridurrà i costi di certificazione e faciliterà la loro adesione al regime di produzione biologica. L’apertura di un nuovo mercato per sementi biologiche e altro materiale riproduttivo vegetale a elevato livello di biodiversità genetica offrirà nuove opportunità, migliorando la biodiversità, la sostenibilità dei raccolti e stimolando l’innovazione. Sarà inoltre migliorata la resistenza ai parassiti e alle malattie e grande importanza sarà data all’adattamento alle condizioni locali.

Cosa cambia a livello di controlli e di burocrazia per i produttori biologici e gli organismi di certificazione?

I controlli sono condotti a livello di Stato membro e sono senza preavviso, in modo da assicurarne l’efficacia. La procedura standard prevede controlli annuali, ma la nuova normativa riconosce che ciò non è sempre necessario per i produttori biologici già da lungo tempo in attività. Con riguardo ai produttori per cui non sono state riscontrate infrazioni per tre anni consecutivi, le autorità nazionali possono decidere di effettuare i controlli soltanto una volta ogni due anni, con una conseguente riduzione della burocrazia a carico degli agricoltori e delle amministrazioni nazionali.

I pesticidi sono autorizzati negli alimenti biologici?

Le norme sulla produzione biologica sono molto chiare: nelle loro colture i produttori certificati non possono in alcun modo utilizzare sostanze non autorizzate, quali i pesticidi. È sempre stato così e le nuove norme non cambiano la situazione. La nuova normativa stabilisce invece misure precauzionali che gli operatori devono adottare per ridurre il rischio di “contaminazione” accidentale a seguito dell’utilizzo di pesticidi nelle colture convenzionali accanto a colture biologiche. Il controllo di queste misure è compito delle autorità nazionali. I consumatori dovrebbero poter avere piena fiducia nei prodotti con il logo biologico dell’UE, in quanto nella loro produzione non sono stati utilizzati direttamente pesticidi e sono state prese tutte le precauzioni possibili per ridurre il rischio minimo della loro presenza accidentale. In caso di segnalazioni relative alla presenza di pesticidi in prodotti biologici, le autorità nazionali sono tenute a indagare. Queste segnalazioni devono essere tuttavia chiaramente fondate per motivare l’avvio di un’indagine formale, che dovrebbe servire a determinare la fonte e la causa della presenza di queste sostanze, nonché prevedere metodi appropriati per eliminare il sospetto senza inutili ritardi. La Commissione valuterà la situazione entro quattro anni dalla data dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, ossia il 1° gennaio 2021. Ciò consentirà un’analisi esaustiva delle norme e delle pratiche nazionali sulle soglie per le sostanze non autorizzate e valuterà la via da seguire al riguardo.

Quali saranno le ripercussioni delle nuove norme sulle importazioni di prodotti biologici?

Il nuovo regolamento non riguarda soltanto i prodotti biologici dell’UE ma anche i prodotti importati nell’UE da altri paesi. Per quanto concerne gli organismi di controllo riconosciuti, il nuovo regolamento prevede le stesse norme per i produttori dell’UE e per quelli di paesi terzi che intendono vendere i propri prodotti sul mercato unico dell’Unione europeo. Anziché produrre seguendo standard considerati equivalenti alle norme dell’UE, adesso i produttori di paesi terzi devono rispettare le stessa norme di quelli dell’UE. Si tratta di passare dal principio dell’equivalenza al principio di conformità. Ciò non crea soltanto condizioni di parità per tutti i produttori, che possono avere la certezza che tutti abbiano l’obbligo di rispettare lo stesso insieme di standard elevati, ma rassicura anche i consumatori sul fatto che i prodotti biologici venduti nell’UE soddisfano gli stessi standard qualitativi, indipendentemente dal loro luogo di produzione. Fino ad oggi i prodotti importati erano certificati secondo norme nazionali equivalenti dei paesi terzi o secondo alcuni dei circa sessanta diversi insiemi di norme degli organismi di controllo che l’UE riconosceva come equivalenti alle proprie norme sui prodotti biologici. Ad esempio, alcuni organismi di controllo consentivano l’impiego di fitofarmaci non utilizzati nell’UE (come quelli adoperati per trattare malattie non presenti in Europa e quindi non disciplinate dall’UE).

Cosa succederà agli accordi sui prodotti biologici in vigore tra l’UE e altri paesi?

L’UE ha riconosciuto come equivalenti le norme sulla produzione biologica e i sistemi di controllo di diversi paesi non UE (cosiddetti paesi terzi). Alcuni di essi, come il Canada, il Giappone, gli Stati Uniti, la Tunisia e la Nuova Zelanda, hanno riconosciuto anche le norme dell’UE mediante intese o accordi di equivalenza, il che significa che entrambe le parti hanno accettato come equivalenti le rispettive norme sulla produzione biologica e i rispettivi sistemi di controllo nelle relative normative. Questi riconoscimenti consentono ai consumatori europei di beneficiare di una vasta scelta di prodotti biologici, offrendo nel contempo opportunità di esportazione ai produttori dell’UE. Le intese o gli accordi in vigore dovranno, se del caso, tenere conto delle nuove norme entro un termine ragionevole. I sistemi di riconoscimento di equivalenza dei paesi terzi che non rientrano al momento nel campo di applicazione degli accordi di equivalenza reciproca dovranno essere trasformati in accordi di equivalenza reciproca, per fornire agli operatori un quadro giuridico più solido. Il periodo di transizione di cinque anni garantisce che tanto l’UE quanto i suoi partner disporranno del tempo necessario per MEMO/17/4686 negoziare un accordo reciprocamente vantaggioso.

Quali saranno le ripercussioni delle nuove norme sulle produzioni in serra?

Uno dei criteri fondamentali della produzione biologica è che le piante devono essere nutrite principalmente attraverso l’ecosistema del suolo. Il nuovo regolamento conferma il principio di base del legame con il suolo. Di conseguenza l’uso di “aiuole demarcate” non è considerato compatibile con i principi generali di produzione biologica. Tuttavia il nuovo regolamento consentirà ai produttori negli Stati membri che hanno già autorizzato questa pratica per l’agricoltura biologica di continuare a utilizzare le serre per un periodo limitato di dieci anni. Cinque anni dopo la data di entrata in vigore del nuovo regolamento la Commissione presenterà una relazione sull’uso delle aiuole demarcate nelle serre che potrebbe essere accompagnata, se opportuno, da una proposta legislativa.

Le norme si applicheranno a tutti i prodotti biologici, inclusi i prodotti trasformati?

Il nuovo regolamento sulla produzione biologica si applica ai prodotti agricoli vivi e non trasformati, tra cui le sementi e altro materiale riproduttivo vegetale e i prodotti agricoli trasformati utilizzati come alimenti e mangimi. I prodotti trasformati potranno riportare in etichetta di essere prodotti biologici soltanto se almeno il 95% degli ingredienti agricoli è biologico.