Siamo in Emilia, terra d’origine dell’agricoltura biologica italiana: qui sono nate le prime associazioni tra aziende agricole di produzione ed è la Borsa Merci di Bologna l’autorità riconosciuta per i prezzi dei prodotti ortofrutticoli biologici. Un’azienda che vuole avviare la produzione
biologica notifica la sua intenzione alla Regione e ad uno dei nove Organismi di controllo autorizzati.

Tra questi spicca ICEA di Bologna, una delle leader, con oltre 16.000 aziende certificate ogni anno, in continuo aumento. “Siamo le sentinelle del territorio, ci dovrebbero inserire nel patrimonio dell’UNESCO!” dice sorridendo Francesco Ruzzi, Responsabile del Comitato di Certificazione ICEA. “L’agricoltura biologica riduce al minimo il rilascio di residui nel terreno, nell’aria e nell’acqua, conserva la naturale fertilità del suolo, salvaguarda la biodiversità, consuma meno energia. Noi italiani abbiamo la fortuna di lavorare in un territorio che già di per sé ha dei vantaggi incredibili dal punto di vista della qualità produttiva: vogliamo citare ad esempio il nostro olio di oliva? Con tutto il rispetto per quello greco, spagnolo o tunisino non c’è paragone! Se a questo aggiungiamo la coltivazione biologica poi si raggiunge il massimo!”.

Tutto bene, quindi ma…“Ma ci siamo accorti ad un certo punto che la burocrazia – il compilare moduli – ci portava via più tempo dei controlli veri e propri, il nostro core business. Il nostro settore ha regole rigide sancite anche a livello europeo: non è quindi colpa nostra se produciamo tanta carta. Certo è che rispetto all’estero noi italiani stampiamo più moduli burocratici, un retaggio del passato”. E allora…“Abbiamo deciso di dare un bel taglio a spese e consumi affidandoci a Ricoh”.

La parola è ora a Luca Montaguti, Responsabile IT di ICEA: “Siamo partiti con l’analisi dei consumi di carta ed energia legati alla stampa sia qui in sede che nelle nostre 16 filiali periferiche. Durante l’analisi abbiamo contattato diversi fornitori tra cui Ricoh. L’obiettivo era anche quello di uniformare le procedure in tutte le nostre sedi per ridurre gli sprechi. In Ricoh abbiamo trovato il partner migliore in termini di qualità/prezzo e risparmio energetico. Ci hanno documentato la riduzione dei consumi di energia e di CO2 ottenuta con le nuove attrezzature. In particolare il TEC (Typical Electricity Consumption) dei sistemi multifunzione Ricoh è considerevolmente ridotto rispetto ai dispositivi della concorrenza (da 3,5-4 a 1 Kw/settimana!). Abbiamo scelto Ricoh per tutto ciò che rappresenta: l’affidabilità, il supporto garantito su tutto il territorio italiano, la consulenza adeguata alle nostre esigenze”.

La cosa che ci ha maggiormente convinto in Ricoh – conclude Francesco Ruzzi – è la piena condivisione della nostra mission per i temi etici ed ambientali”.