LAV – Lega Anti Vivisezione, attraverso specifici controlli sui prodotti cosmetici (e detergenti) qualifica e valorizza le politiche e scelte commerciali, aziendali e personali, orientate a non ricorrere e non incrementare le sperimentazioni sugli animali.

La LAV – Lega Anti Vivisezione, assieme ad altre associazioni animaliste europee, si è fatta promotrice della Campagna “Stop ai test su animali” per vietare la vendita di prodotti cosmetici testati su animali.

Per sensibilizzare e coinvolgere le aziende del settore, è stata ideata la dicitura “Stop ai test su animali” da apporre sull’etichetta e che viene concessa in Italia dalla LAV ai prodotti conformi allo Humane Cosmetics Standard (HCS).

Lo Standard fissa i criteri per evitare l’incremento della sperimentazione dei cosmetici sugli animali, e garantire una politica aziendale “cruelty free”, ossia libera da crudeltà sugli animali.

Il disciplinare è stato messo a punto dalle maggiori organizzazioni animaliste mondiali, guidate dalla Coalizione Europea Contro la Vivisezione ECEAE.

LAV è l’unico membro italiano della coalizione e soggetto abilitato all’utilizzo del marchio che valorizza i prodotti e le aziende che rispondono ai requisiti richiesti dal suddetto standard.

LAV concede la licenza d’uso del marchio e pubblica il nominativo dell’azienda nella apposita pagina del sito web solo a seguito dell’esito positivo degli audit svolti da ICEA.

La LAV autorizza l’utilizzo in etichetta del marchio europeo della coalizione e/o della dicitura “Stop ai test animali – Controllato ICEA per LAV n°……”


Come si certifica

L’iter di certificazione si articola in 5 fasi:

  1. Richiesta di uso del marchio, sottoscrizione del regolamento di controllo e questionario informativo da inviare a LAV.
  2. Presentazione della richiesta di servizi di controllo a ICEA.
  3. Valutazione iniziale dei prodotti, prevede la verifica delle apposite dichiarazioni di conformità allo standard (Test animali sugli ingredienti) per tutti i fornitori e le materie prime utilizzate dall’azienda.
  4. Verifica ispettiva in situ, da parte degli ispettori ICEA, volta ad accertare l’effettivo ed esclusivo ricorso alle materie prime e fornitori dichiarati che hanno fornito la dichiarazione di conformità allo standard.
  5. Comunicazione dell’esito dell’audit a LAV che provvederà alla concessione della licenza d’uso del marchio e alla pubblicazione del nominativo dell’azienda nella pagina dedicata del sito LAV.
  6. Sorveglianza annuale che comprende periodiche ispezioni presso le unità produttive al fine di verificare il mantenimento delle condizioni di conformità.

Documenti e allegati

Norma tecnica Regolamento Questionario informativo Dichiarazione fornitore Dichiarazione fornitore (English)

 


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