Agricoltura Biologica EU (Reg. CE 834/07)

Certifica prodotti agricoli, prodotti agroalimentari trasformati, mangimi e pet food, prodotti dell’acquacoltura, alghe e microalghe (spirulina), lieviti. Garantisce la conformità delle produzioni ottenute con metodo biologico in tutte le fasi della filiera di produzione, dal campo alla tavola, in conformità alle norme dell’Unione Europea (Reg. CE 834/07 e CE 889/08)



Cosa si certifica

Zootecnia

L’allevamento biologico deve garantire uno stretto collegamento funzionale con la terra e un numero di capi proporzionale alle capacità produttive aziendali; il carico di bestiame non può superare i 2 Uba/Ha.

L’attenzione al benessere animale è massima, è fortemente limitata la densità del bestiame in stalla e gli spazi per la deambulazione (movimento) sono molto più ampi rispetto ai minimi imposti dalla legge. È ammessa solo la stabulazione libera o il pascolo.

Gli animali biologici sono alimentati con materie prime pregiate e non OGM, ottenute a loro volta da agricoltura biologica e, per quanto possibile, di origine aziendale.

I tempi per lo svezzamento sono più lunghi rispetto a quelli normalmente seguiti negli allevamenti intensivi.

Gli interventi veterinari devono dare la precedenza a metodi naturali, quali: omeopatia, fitoterapia, ecc.
L’uso dei farmaci convenzionali è ammesso ma solo in caso di estrema necessità, raddoppiando i tempi di sospensione del farmaco.

Non è ammessa, all’interno della medesima azienda, la presenza di allevamenti biologici e allevamenti convenzionali della stessa specie. La durata del periodo di conversione varia a seconda della specie (es. 6 mesi per i suini e bovini da latte, 12 mesi bovini da carne, 10 settimane per il pollame).

In caso di conversione simultanea dei terreni e dell’allevamento bovino tale periodo è fissato in 24 mesi.

In conformità all’art. 42 del (Reg. CE 834/07), a seguito dell’approvazione di appositi disciplinari nazionali, possono essere certificate ai sensi del Reg. CE 834/07 anche specie particolari (avicunicoli, bachicoltura, elicicoltura e alga spirulina) per le quali non sono state ancora definite norme tecniche a livello comunitario.

Apicoltura

L’apicoltura biologica è particolarmente attenta alla qualità dell’ambiente e alle tecniche di difesa. La scelta dell’ubicazione degli apiari è fondamentale; sono privilegiati terreni condotti con metodo biologico o con tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale. In ogni caso devono essere garantite le distanze sufficienti da autostrade, centri urbani, zone industriali, ecc.

Per quanto attiene la difesa dalle malattie l’apicoltore deve innanzitutto mettere in atto adeguate misure di prevenzione, quali: scelta razze rustiche, rinnovo periodico delle regine e della cera, controllo costante della covata ecc.

In caso di malattia (la varroasi, su tutte, è la più temuta) non è ammesso l’impiego di acaricidi di sintesi, ma solo prodotti naturali registrati come farmaci veterinari per apicoltura, quali: acidi formico, acido ossalico e gli oli essenziali come il timolo.

Il periodo di conversione dura almeno un anno, durante il quale la cera dei favi da nido deve essere sostituita con cera biologica per almeno il 50% o, comunque, conforme ai parametri analitici molto vincolanti stabiliti dagli organismi di controllo.

 


Come si certifica

L’iter di certificazione si articola in 5 fasi principali: 

  1. Notifica di attività di produzionecon metodo biologico all’autorità competente mediante il Sistema informativo Biologico (SIB) o analoghi sistemi regionali. L’operatore dichiara la tipologia attività e le unità produttive e filiere di attività sottoposte al controllo. Le aziende agricole dichiarano tutti i terreni condotti con metodo biologico e conversione o convenzionale. Per le produzioni zootecniche è dichiarata anche la tipologia e la consistenza degli allevamenti. 
  1. Valutazione inizialedel processo produttivo, l’operatore presenta un piano di gestione al fine di descrivere tutte le misure che intende adottare per il rispetto dei requisiti del biologico riferiti all’attività condotta. In caso di produzioni zootecniche l’operatore presenta il piano di gestione dell’allevamento e il piano di gestione delle deiezioni zootecniche.
 L’operatore sulla base delle attività condotte presenta: il Piano delle produzioni vegetali (PAPV), delle Preparazioni (PAP) e delle Produzioni Zootecniche/apistiche (PAPZ) che dovrà essere aggiornato annualmente secondo le modalità e scadenze previste. Gli apicoltori dovranno dichiarare tutti i siti dove saranno collocati gli apiari. 
  1. Verifica ispettiva di avvio volta ad accertare volta ad accertare la corretta applicazione e l’efficacia delle misure dichiarate del piano di gestione e altri documenti correlati. Viene valutata, inoltre, l’idoneità delle strutture e la corretta gestione dei processi di produzione aziendale in relazione ai requisiti richiesti dalla normativa europea per i diversi settori di attività. 
  1. Emissione del Documento Giustificativo e Certificato di Conformitàsulla base delle informazioni e dei dati raccolti nell’ambito del processo di valutazione e verifica. Il Certificato di conformità riporta l’elenco dei prodotti certificati. Nel caso delle produzioni zootecniche e apistiche non è prevista la possibilità di commercializzare i prodotti con l’indicazione “in conversione all’agricoltura biologica”. 
  1. Sorveglianza annuale tramite periodiche ispezioni e analisi pianificate sulla base di una attenta analisi dei rischi volte a confermare il mantenimento delle condizioni di conformità e la puntuale e corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie richieste ai fini del controllo. 

Documenti e allegati

Regolamento tecnico Contratto certificazione Piano Utilizzo Deiezioni Piano di Gestione Allevamenti PAP ZOO

 


 

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